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18^ giornata campionato calcio a 5 Serie C1
Pol. Elba ‘ 97 - Firenze Calcio a 5 =
3 - 7
Pol. Elba ’97 : Sarandria, Demi, Miceli, Turoni,
Bianchi, Marino, Iavita, Bundu, Sensi, Demi, Zecchini, Criscuolo, Vello. All.
Alessandro Pugi
Firenze C/5 : Di Benedetto, Pinzauti, Rossi, Ubaldini, Monetta, Boddi,
Iocco, Biagiotti, All. Ivano Brandi
reti Elba: Sensi al 28°, Zecchini al 50°,
Criscuolo al 52°.
Portoferraio: Esce sconfitta tra le
mura amiche con un pesante 7 a 3 la squadra di Mister Pugi. Un risultato
che non lascia adito a dubbi. Il Firenze è sceso in campo con un' altra
grinta rispetto agli elbani che sono stati spesso confusionari e poco
incisivi soprattutto nel primo tempo. La gara è apparsa subito ad
appannaggio degli ospiti che hanno dimostrato di avere buone trame di
gioco ed esperienza da vendere, visto che a ogni errore tattico degli
elbani trovavano la via giusta per andare in rete o rendersi pericolosi.
Dal canto loro, Turoni e compagni hanno mostrato un evidente momento di
appannaggio, che si era già intravisto nella gara esterna di sabato
scorso a Cascina. Mister Pugi avrà il suo bel da fare per rimettere in
sesto il morale dei ragazzi che dopo tre vittorie consecutive sembravano
aver preso il ritmo giusto. Sabato prossimo un'altra trasferta difficile
attende i ragazzi elbani che scenderanno in campo Terranuova Bracciolini
contro la prima della classe. Una gara difficile da affrontare con
coraggio e tanta grinta.
“Sicuramente noi non siamo mai
entrati in partita” commenta Pugi “ma devo ammettere che è stato più per
merito dei nostri avversari che per nostro demerito. Purtroppo subiti i
primi due gol non siamo più riusciti a reagire e quando lo abbiamo fatto
accorciando le distanze a due minuti dalla fine del primo tempo, nel
recupero abbiamo preso un altro gol che ci ha tagliato le gambe. troppi
errori tattici e sopratutto sotto porta, anche se devo dire che Di
benedetto a parato veramente bene. Nessun dramma, ci siamo
abituati. Siamo tutti consapevoli di dover lottare fino alla fine e
quindi dobbiamo rimboccarci le maniche e continuare a lavorare.” |